Plastica : 5 errori da evitare per aiutare il Pianeta
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Plastica : 5 errori da evitare per aiutare il Pianeta

Plastica: 5 abitudini da correggere

Ecco quali abitudini quotidiane possiamo modificare per prenderci cura dell'ambiente.

Viviamo nell’epoca della plastica e le stime riguardanti la presenza di plastica nella nostra vita sono sconfortanti: i dati oggi a disposizione descrivono un Pianeta “invaso” da plastiche e microplastiche e uno studio recente della Università di Newcastle in Australia ha ha stimato in 5 grammi la quantità di plastica che un individuo ingerisce nell’arco di una settimana.

8 milioni di tonnellate circa è invece la quantità di plastica che ogni anno finisce negli oceani dove pesci e organismi marini la ingeriscono scambiandola per cibo, reinserendola infine nella catena alimentare che riporta le plastiche nei nostri piatti.

Non solo: purtroppo l’inquinamento da plastiche avviene non solo attraverso fiumi e oceani, dove gradualmente si scompongono in frammenti più piccoli sotto l’azione delle onde e dei raggi ultravioletti del sole, ma anche per l’azione del vento che trasporta le particelle sino a notevoli distanze. Questi detriti lunghi meno di cinque millimetri vengono scaricati a terra dalle precipitazioni, in particolare dalla neve ed è proprio in questo modo che microplastiche sono state trovate nell’Artico e nelle Alpi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un appello dichiarando l’urgente bisogno di studi approfonditi sull’impatto delle micro e nano plastiche sulla salute dell’uomo, non solo per la loro tossicità ma anche come portatori di altri agenti patogeni. L’invito urgente dell’OMS si conclude con la richiesta di ridurre l’inquinamento da plastiche in tutto il mondo e di riciclare correttamente quelle già in uso.

A questo proposito, con l’hashtag #planetorplastic National Geographic mette in luce l’urgenza di questo problema e invita tutti ad assumere l’impegno di impedire a tonnellate di plastica di raggiungere gli Oceani.

Se vuoi impegnarti anche tu con National Geographic e coinvolgere le persone che conosci, clicca qui

I recenti fatti di cronaca relativi ai numerosi incendi nella Foresta Amazzonica hanno risvegliato le coscienze dei cittadini che da tutti gli angoli del Mondo si sentono chiamati in causa e promuovono attività volontarie di pulizia e tutela del territorio. Si tratta di risposte immediate che ognuno di noi può mettere in atto per favorire la diffusione di abitudini corrette per fermare la diffusione di plastiche nell’ambiente.

LA PLASTICA E' IL MATERIALE PIU' DIFFUSO AL MONDO DOPO CEMENTO E ACCIAIO

Ma quali sono gli errori che possiamo evitare?

Ecco 5 abitudini sbagliate che possiamo modificare per migliorare la condizione del pianeta

-       DETERSIVI COMUNI PER LA PULIZIA DELLA CASA:

-        Quelli che acquistiamo in bottiglie di plastica di piccoli e grandi formati, non sono altro che soluzioni di acqua e sostanze (tra cui nanoplastiche) dannose per noi e per l’ambiente, senza contare che circa il 20% del prezzo pagato per un detersivo o detergente comune è relativo all’imballaggio che poi finirà nella raccolta della plastica. E’ possibile evitare l’acquisto di questi flaconi e auto-produrre quanto necessario per la pulizia della casa e della persona seguendo semplici consigli come quelli suggeriti qui oppure acquistare i detersivi “alla spina” nei punti vendita presenti ormai in molti paesi sul territorio

-       DETERGENTI PER LA PULIZIA DEL VISO E PRODOTTI MAKE-UP:

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-       Le microplastiche contenute nei cosmetici vanno dallo 0,01 al 4,10%. Alcuni prodotti come mascara, rossetti, ombretti ma anche fondotinta e correttori, possono contenere nella loro composizione (INCI) microplastiche il cui contenuto supera in peso la plastica utilizzata per il contenitore. La funzione di queste microplastiche è quella di favorire l’opacità sulla pelle, il luccichio (come per gli ombretti), l’emulsione, la creazione di film uniformanti e altre ancora. E’possibile evitare l’uso di questi prodotti, acquistando prodotti naturali (utilizzare semplice olio d’oliva per rimuovere il mascara dalle ciglia invece di uno struccante bifasico; dischetti in stoffa lavabile per rimuovere il trucco, invece dei comuni dischetti usa e getta; hennè per capelli invece delle classiche tinture chimiche, etc..) ed ecosostenibili. Sono tantissimi i marchi orientati a queste nuove soluzioni ed è possibile trovarli online o nei punti vendita che già forniscono prodotti naturali.

-        BOTTIGLIA RICICLABILE PER L’ACQUA:

sec

-        Secondo uno studio di TreadMill Reviews, migliaia di batteri alloggiano nel nostro contenitore riciclabile per bevande in plastica. Ovvero bere da una di queste bottiglie equivale a leccare il giocattolo del nostro cane. Il 99% dei germi che staziona nelle bottiglie con tappo a pressione e il 98% di quelli che si trovano sulle bottiglie con tappo a vite, sono di tipo cattivo: possono causare infezioni del sangue e persino resistere agli antibiotici. E’ possibile evitarne l’uso ricorrendo a materiali più adatti come ad esempio l’acciaio o il vetro leggero. Per il consumo quotidiano di acqua sulle nostre tavole è utile preferire le bottiglie in vetro a quelle in plastica che per effetto del sole e di altre fonti di calore possono rilasciare sostanze dannose come i residui di plastica. Una bottiglia in vetro viene lavata e sanificata per almeno 50 volte prima di essere riciclata per la produzione di nuovo vetro.

-        CONSERVAZIONE DEL CIBO:

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-        Pellicole e alluminio sono tra gli elementi più utilizzati per la conservazione del cibo e degli avanzi di cibo. Alla luce di quanto emerso negli ultimi anni, molti imprenditori hanno studiato metodi pratici ed ecologici per la conservazione degli alimenti: Ricordate il nostro articolo su Apepak, una delle più recenti realtà in merito? Lo ritrovate qui (vi ricordiamo che il codice sconto per il suo acquisto è sempre attivo). Si tratta di tessuti biologici che con cera d’api e resine vegetali, sono adatti sia per la conservazione in frigo degli avanzi alimentari sia per avvolgere il pranzo da portare a lavoro. Lavati con acqua fredda o a bassa temperatura, possono essere riutilizzati sino ad un anno permettendoci di non disperdere plastiche nell’ambiente. E’ possibile evitare l’uso di barattoli in plastica, scegliendo quelli in vetro che sono lavabili e riutilizzabili a lungo, prima di essere riciclati per la produzione di altro vetro. 

-        PNEUMATICI:

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-         Secondo il rapporto IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), l’abrasione dei pneumatici che si verifica non solo quando si frena ma anche su strade particolarmente sconnesse, permette la perdita di microfibre plastiche: giunti a fine vita le ruote risultano più leggere del 10%. La gomma mancante è ridotta in microparticelle disperse nell’ambiente, invisibili, indistruttibili e trasportate dai venti e dalle piogge nel suolo e nelle acque a danno dell’ecosistema. Sono in corso sperimentazioni sul manto stradale e sulla produzione stessa di nuovi pneumatici ma i tempi saranno lunghi prima che le aziende sviluppino vere e proprie soluzioni innovative. E’ possibile evitare l’inquinamento derivato dall’usura delle gomme della nostra auto attraverso piccole abitudini come compiere a piedi percorsi brevi, preferire l’uso della bicicletta limitando il più possibile l’uso dell’automobile, creare “navette” ecologiche per accompagnare a piedi i bambini presso le scuole. Infine acquistare pneumatici di fascia “A”che migliorano le prestazioni dell’auto riducendo l’impatto ambientale relativo sia all’emissione di CO2 che di microparticelle plastiche

 Plastica negli Oceani

La condivisione  globale di sane abitudini aiuterà noi e l’intero Pianeta. Abbiamo davvero bisogno di tutta questa plastica?

 Vietiamo le microplastiche!

 Guarda il video compreso in questo link

 

 

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